La rota di colei, che, quanto vuole,
Puote, ché 'l Re del ciel glilo consente,
Si volve altrove a volte tarde et lente,
Qui par che corra in fretta, anzi che vole.
Vedi l'alte magion deserte et sole,
U' poc'anzi ondeggiava un mar di gente,
Et poi di multitudine frequente
L'humil casa, che più sola esser suole.
Tu mi vidisti in sommo magistrato
Presso un gran Re, del qual l'intimo petto
Aprii et serrai, per mia benegna sorte.
Morìo quel Re, ond'io, cangiando stato,
Solo rimasi, vivo a mio dispetto,
Piango, no' i danni miei, ma la sua morte.