Quando Minos d'Athene hebbe il governo,
Si fe' le sacre Muse tanto infeste,
Che, benché meritasse il ben celeste,
Quelle pur lo mandaro al negro inferno.
Chi per chiara vertù l'infame Averno
Abhorre, hor prenda exempio, et non moleste
Con impia lingua, o con opre inhoneste,
Chi sa le charte empir d'inchiostro eterno.
Ma tu perder non puoi l'alta fatica,
Pier Giovanni Spinello, animo degno,
A cui la Musa sia verace amica.
Di ferro armato et di pietoso sdegno
Ti vidi, per servar la fede antica,
Quando al Re suo rendìo Napol il regno.