Nel tempo, ch'accendea l'impio Mavorte
L'alto Aragonio Re contra 'l Francese,
Vide tra gli altri armato un gran Marchese,
Che de vertù vencea l'humana sorte.
D'invidia punto dunque, horrendo et forte,
Tre volte l'assaltò con arme accese;
Tre volte tornò indietro, et si difese
Con quello scudo, in cui non può la morte.
Ricorse allhora a l'arti fraudulente,
Et di notte il ferìo con duro strale,
Credendo haverlo extinto eternamente.
Ma peggio fe' per sé; ché, dal mortale
Carcer disciolto, hor quel Marchese ingente
Lo vence in ciel: ché 'n ciel fraude non vale.