D'huomini et dei feconda, altera madre,
D'ogni città Regina, et d'ogni gente,
Et tu, sacrato Ascanio, et veramente
Non zio del mio signor, ma proprio padre;
Aspirate ad imprese alte et leggiadre,
Poiché Aragon vi fa veder presente
Cesare, d'eloquentia et d'arme ingente,
Sol vincitor de le feroci squadre.
Deponete il pensier tetro et acerbo,
Ché dal cielo è disceso altro Camillo,
Che domarà di Galli il Re superbo.
Voi lo vedrete a tempo più tranquillo
Recuperar non sol Sutri et Viterbo,
Ma spenger ultra l'Alpe il suo vexillo!