Un anno è, Luna mia, che sei partita,
Et tredeci che me di me togliesti,
Deh, rende col fulgor di rai celesti
A Napol la sua luce, a me la vita!
Io dissi: mia, ma fu voce mentita,
Ch'io non t'hebbi giamai, né tu m'havesti;
Io, lasso!, non potei, tu non volesti;
Ond'io misero son, tu non servita.
Duo gran duoni ti fece et rari il fato:
Beltà magior, che mai non vide il sole,
Et un servo fidel, mai non mutato.
Così ti diede anchor l'animo ingrato;
Privòti di pietà: ché far non suole
Vivente sotto 'l ciel tutto beato.