Tra lieta gente io sol sospiro et ploro,
Mischiando il pianto mio con l'altrui riso,
Vedendomi di lei tanto diviso,
Che sola di miei danni era ristoro.
Ai me, lucida fronte!, ai, chiome d'oro!,
Ai, mane!, ai, chiaro petto!, ai, roseo viso!,
Per cui Napol fu prima un Paradiso;
So che più non vedrovi, et pur non moro?
Donne soävi, et voi, honesti amanti,
Non vogliate mischiar vostro bel fato
Con l'impietà di mia crudel fortuna.
Sapiatevi goder del lieto stato,
Continuando i balli e i dolci canti;
Me lasciate lagnar per la mia Luna.