Candido somno, allegro, lieto et chiaro,
Che dal beato ciel scendesti in terra,
Per dar conforto al dolor che m'atterra,
Et a sì lungo mal breve riparo.
Quel pegno pretioso, dolce et caro,
Che 'n un fermo voler gli animi serra,
Concesso m'hai, poi de sì lunga guerra,
Con poco mel temprando un molto amaro.
Per tua mercé dormendo contemplai
Quella beltade et quel soave, ascoso
Candor, che nel mio cor sempre reluce.
Vidi quel che non spero veder mai;
Ringratio te, che fusti più pietoso,
Che quella mia celeste et alma luce.