Skip to content
1450–1514

Sonetto 134

Benedetto Gareth

Ben fu senza pietà quella alma ria, Quell'alma iniqua, a Napol sì dannosa, Che la fe' negra, oscura et tenebrosa, Furando la sua luce, anzi la mia.

O invidïa pungente, o gelosia, Di te stessa vendetta venenosa, Per te la morte sento io più dogliosa, Et veggio al fin del duol chiusa la via.

Col mar, col vento et con la nebbia oscura Combatto, et piango et chiamo chi non ode, Et, per cui temo, forse è già secura. Quest'è 'l pensier che sempre il cor mi rode,

Sì come 'l mar lo scoglio. O vita dura! Quella, per cui m'attristo, hor forse gode.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
Sonetto 134 · Benedetto Gareth · Poetry Cove