Quando talhor cantando il mio dolore
Riconto a la mia Luna, che m'ascolta,
Il pianto in riso spesso ella rivolta,
Et in gelata neve il cieco ardore.
Poi dice: - Egli è poetico furore,
Che fa gli huomini insani alcuna volta,
E 'i far cantar con voce altiera et sciolta
Finti tormenti et non perfetto amore.
Chi more amando et premio non desia,
Et pascesi di star sempre digiuno,
Non vol ragion, che fé data gli sia.
Et la ragion anchor monstra ad ciascuno,
Che finger di patér per gran follia,
È dishonore, et non remedio alcuno. -