Io m'era già condotto a contentarme
Di mirar gli occhi sol pien di dolcezza,
Vencendo loro sdegno et dura asprezza
Con tacer et soffrir, non con altr'arme.
Ma novo male hor vien per assaltarme,
Onde gli antiqui danni il cor disprezza,
Ch'io temo non veder più la bellezza,
Che suol darmi la morte et consolarme.
Ché, benché in mezzo al cielo il suo fulgore,
È sì lontan di me, come in ponente,
Sotto 'l suo raggio pur s'acqueta il core.
Ma, se dagli occhi miei fia sempre absente,
Et io posso sperar tanto dolore,
Piangerò, lasso!, insatïabilmente.