Un sogno paventoso, oscuro et nero
M'atterra sì, ch'io non riposo un'hora,
Et vien, misero me!, quando l'aurora
Toglie confusïone et mostra il vero.
Veggio un monstro marino, horrendo et fero,
Tal che vegliando par che 'l veggia anchora,
Che coi denti mi trahe il cor di fuora,
Et portal oltre il mar, ratto et leggiero.
Io mi soglio destar con tal paüra
Et sì pien di dolor, che non discerno,
Che vuol dir questa visïone oscura.
Ma di mia vita homai lascio il governo
A quella dispietata mia ventura,
Che 'l camin trove anchor giù per l'inferno.