Quando l'Aurora il dì chiaro n'adduce,
Volgendo io gli occhi al lucido orïente
Per contemplare Apollo, almo, splendente,
Che di Pianete et di Poëta è duce;
Vidimi da man manca uscir la luce
De la mia Luna, anzi mio sole ardente,
Che sfavillava quel foco possente,
Ch'a morte et vita inseme mi conduce.
- Vaghi lumi del cielo, a cui soggiace
Quanto qui cresce et quanto si consuma,
(Così volse quel vostro alto motore,)
Siami licito dir con vostra pace:
Che questo viso humano è di magiore
Vertù; che i cor di magior fiamma alluma! -