Non posso homai tener le fiamme eterne Tanto tempo nascose Nel petto molle et pien d'insano errore; Ché (se la cieca mente il ver discerne)
De le pene amorose, Nulla più che 'l tacere afflige il core. Esca dunque di fuore Di secreti pensier la grave salma,
Ch'io premo dentro a l'alma; Esca quest'aspra voce homai gridando, Acciò che senta ogniun ch'io moro amando. Ai! quante volte, Amor, per dispregiarte
Col cor duro, inhumano, Mi disse quella cruda mia nemica, Che giova notte et dì tanto affannarte? Hor non vedi che 'n vano
Il tempo perdi et l'opra et la fatica? Deh!, non suffrir che 'l dica, Amor, senza la tua pena mortale; Fagli provar lo strale
Col qual vencisti il mar, la terra e 'l cielo; Riscalda l'indurato et freddo gelo. Quante voci et lamenti, et quanti versi, Quanti sospir gettai,
Sol per ritrarne un amoroso sguardo! I strani vidi spesso condolersi Di miei tormenti et guai, Ma quella no, per cui languisco et ardo.
Perché sì pigro et tardo, Ti mostri, Amor, in acquistar vittoria? Non perder tanta gloria, Ripara ai tuoi disnori e ai danni miei:
Fala per me languir, com'io per lei. Rompasi homai de la paura il freno, Et mostra le tue chiare Palme, l'ardire, il braccio invitto et forte.
Tingi il dardo crudel d'atro veleno, Che possa penetrare Nel petto che dispregia Amore et morte, Né teme adversa sorte.
Non ti spavente il bel viso conforme A le divine forme; Ché, quanto la tua forza in alto poggia, Be' 'l sanno il tauro, il cygno et l'aurea pioggia.
Ma ben veggio che più non ti rimembra De l'arte et de gl'inganni, Ch'usar solevi in quella prima etade; Allhora eran più forti le tue membra,
Ch'eran più verdi gli anni; Hor sei nel fine ove la vita cade; Né par che 'n libertade La tua man dextra a' nostri tempi viva,
Anzi giaccia captiva In forza altrui debilitata et manca, Et pur de me ferir mai non è stanca. Ma voi che 'n l'ombre vane et fraudulente,
Per arte tenebrosa, Haveti imperio incognito et occolto, Convertite la dura, immobil mente Di questa alma sdegnosa,
Et fate impallidire il suo bel volto; Ché, quanto di voi ascolto Che sapeti voltare ad una ad una Le stelle con la luna,
Allhora il crederò, quando veda io, Ch'Amor tenga quel cor, che tene il mio. Et voi che tardi siete ad consigliarmi Cercatemi altra aita,
Che 'n van si dà consiglio al desperato. Altro non potrà mai remedio darmi Che romper questa vita, Et satisfare al cor superbo, ingrato.
Ai!, doloroso fato, Menami per ogni aspro, horribil loco, Per acqua, ferro et foco, Ch'io son forzato aprir la doglia et l'ira
Contra quella, per cui l'alma sospira. Canzone, ad alta voce Andrai chiamando il nome in ogni via De la nemica mia;
Disfoga tra le genti il grave duolo, Ché più sente il dolor, chi piange solo.
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