Amor, tu sai che la dolce humiltade
Tanto suol più salir, quanto più scende,
Et è vertù, più ch'altra, in ciel gradita;
Et l'orgoglio crudel, quando più imprende
Volar per l'alto, allhor più presto cade:
Ché di tal ferro inferno è calamita.
A che, vibrando l'impia face, ignita,
Tanto superbo, tumefatto, elato
Ne vai di tua vittoria?
Non ti fidar nel tuo divino stato,
Ché non sostene il ciel cosa superba;
De la vendetta acerba
De l'angelico ardire habbii memoria;
Ché, come varia ognihor nostra ventura,
Così mutar si può la vostra gloria:
Ché, poi d'un chiaro dì, vien notte oscura.
Tant'anni son, che dura
Nel mondo il tuo poder, c'homai sei vecchio;
Se non mi credi, al men crede a lo specchio.