Oh giorno pien di maraviglie! oh giorno tutto amor, tutto grazie, e tutto gioia! Oh terra avventurosa! Oh ciel cortese! (Ma ecco Ergasto. Oh, come viene a tempo!)
Oggi ogni cosa si rallegri. Terra, cielo, aria, foco e 'l mondo tutto rida. Passi il nostro gioire anco fin ne l'inferno,
né oggi e' sia luogo di pene eterno. (Quanto è lieto costui!) Selve beate, se sospirando in flebili susurri
al nostro lamentar vi lamentaste, gioite anco al gioire, e tante lingue sciogliete quante frondi scherzano al suon di queste
piene del gioir nostro aure ridenti. Cantate le venture e le dolcezze de' duo beati amanti. (Egli per certo
parla di Silvio e di Dorinda. Insomma, viver bisogna. Tosto il fonte de le lagrime si secca; ma il fiume de la gioia abbonda sempre.
De la morta Amarilli, ecco, più non si parla; e sol s'ha cura di goder con chi gode. Ed è ben fatto. Pur troppo è pien di guai la vita umana.)
Ove si va sì consolato, Ergasto? a nozze forse? E tu l'hai detto a punto. Inteso hai tu l'avventurosa sorte
de' duo felici amanti? udisti mai caso maggior, Corisca? I' l'ho da Linco con molto mio piacer pur ora udito,
e quel dolor ho mitigato in parte, che per la morte d'Amarilli i' sento. Morta Amarilli? e come? e di qual caso parli tu ora, o pensi tu ch'io parli?
Di Dorinda e di Silvio. Che Dorinda? che Silvio? Nulla dunque sai tu! La gioia mia nasce da più stupenda
e più alta e più nobile radice. D'Amarilli ti parlo e di Mirtillo, coppia, di quante oggi ne scaldi Amore, la più contenta e lieta.
Non è morta dunque Amarilli? Come morta? È viva e lieta e bella e sposa.
Eh! tu mi beffi. Ti beffo? il vedrai tosto. A morir dunque condennata non fu?
Fu condennata, ma tosto anche assoluta. Narri tu sogni, o pur sognando ascolto? Tosto la vedrai tu, se qui ti fermi,
col fortunato suo fedel Mirtillo uscir dal tempio, ov'ora sono e data s'hanno la fé già maritale; e verso le case di Montano ir li vedrai
per côr di tante e di sì lunghe loro amorose fatiche il dolce frutto. Oh, se vedessi l'allegrezza immensa, s'udissi il suon de le gioiose voci,
Corisca! Già d'innumerabil turba è tutto pieno il tempio; uomini e donne quivi vedresti tu, vecchi e fanciulli, sacri e profani in un confusi e misti
e poco men che per letizia insani. Ognun con maraviglia corre a veder la fortunata coppia; ognun la riverisce, ognun l'abbraccia.
Chi loda la pietà, chi la costanza, chi le grazie del ciel, chi di natura. Risuona il monte e 'l pian, le valli e i poggi del pastor fido il glorioso nome.
Oh ventura d'amante il divenir sì tosto, di povero pastore, un semideo. Passar in un momento
da morte a vita, e le vicine esequie cangiar con sì lontane e disperate nozze, ancor che molto sia,
Corisca, è però nulla. Ma goder di colei per cui, morendo, anco godeva, di colei che seco volle sì prontamente
concorrer di morir, non che d'amare; correr in braccio di colei, per cui dianzi sì volentier correva a morte: questa è ventura tal, questa è dolcezza,
ch'ogni pensiero avanza. E tu non ti rallegri? e tu non senti per Amarilli tua quella letizia, che sent'io per Mirtillo?
Anzi sì pur, Ergasto: mira come son lieta. Oh! se tu avessi veduta la bellissima Amarilli,
quando la man per pegno de la fede a Mirtillo ella porse, e per pegno d'amor Mirtillo a lei un dolce sì, ma non inteso bacio,
non so se dir mi debbia o diede o tolse, saresti certo di dolcezza morta. Che purpura? che rose? Ogni colore o di natura o d'arte
vincean le belle guance che vergogna copriva con vago scudo di beltà sanguigna, che forza di ferirle
al feritor giungeva. Ed ella, in atto ritrosetta e schiva, mostrava di fuggire per incontrar più dolcemente il colpo;
e lasciò in dubbio se quel bacio fosse o rapito o donato, con sì mirabil arte fu conceduto e tolto. E quel soave
mostrarsene ritrosa, era un “no” che voleva, un atto misto di rapina e d'acquisto; un negar sì cortese, che bramava
quel che, negando, dava; un vietar ch'era invito sì dolce d'assalire, ch'a rapir, chi rapiva, era rapito;
un restare e fuggire ch'affrettava il rapire. Oh dolcissimo bacio! Non posso più, Corisca!
Vo diritto diritto a trovarmi una sposa, ché 'n sì alte dolcezze non si può ben gioir, se non amando.
Se costui dice il vero, questo è quel dì, Corisca, che tutto perdi, o tutto acquisti, il senno.
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