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1538–1612

SCENA VII

Battista Guarini

Non cominci mortale alcuna impresa senza scorta divina. Assai confusa e con incerto cor quinci partimmi per gire al tempio, onde, mercé del cielo,

e ben disposta e consolata i' torno, ch'a le preghiere mie pure e devote m'è paruto sentir moversi dentro un animoso spirito celeste

e rincorarmi e quasi dir: «Che temi? Va' sicura, Amarilli». E così voglio sicuramente andar, ché 'l ciel mi guida. Bella madre d'Amore,

favorisci colei che 'l tuo soccorso attende. Donna del terzo giro, se mai provasti di tuo figlio il foco,

abbi del mio pietate. Scorgi, cortese dea, con piè veloce e scaltro il pastorello a cui la fede ho data.

E tu, cara spelonca, sì chiusamente nel tuo sen ricevi questa serva d'Amor, ch'in te fornire possa ogni suo desire.

Ma che tardi, Amarilli? Qui non è chi mi vegga o chi m'ascolti. Entra sicuramente. O Mirtillo, Mirtillo,

se di trovarmi qui sognar potessi!

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