Quando pensai con giovinette e 'ndustri
mani spogliar de' più bei fior Parnaso,
tutto e tutto versar in picciol vaso
quel fonte ond'oggi rado è ch'uom s'illustri,
deh, colto avessi, in vece di ligustri,
frutto che non soggiace al tempo, al caso,
ch'oggi non temerei dopo l'occaso
di Lete ingordo e de' fugaci lustri.
Baldi felice, a voi quel sommo sole,
da cui riceve il sol la luce e 'l moto,
dié di senno e di lingua egual misura.
Suonan del vostro nome (alta ventura
del mondo che l'ascolta a voi devoto)
di Cirra gli antri e del Liceo le scole.