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1538–1612

Risposta al sonetto dell'Abbate di Guastalla.

Battista Guarini

Quando pensai con giovinette e 'ndustri mani spogliar de' più bei fior Parnaso, tutto e tutto versar in picciol vaso quel fonte ond'oggi rado è ch'uom s'illustri,

deh, colto avessi, in vece di ligustri, frutto che non soggiace al tempo, al caso, ch'oggi non temerei dopo l'occaso di Lete ingordo e de' fugaci lustri.

Baldi felice, a voi quel sommo sole, da cui riceve il sol la luce e 'l moto, dié di senno e di lingua egual misura. Suonan del vostro nome (alta ventura

del mondo che l'ascolta a voi devoto) di Cirra gli antri e del Liceo le scole.

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