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1538–1612

Ottave amorose

Battista Guarini

Mentr'io v'adoro e voi m'avete a schivo, donna bella e crudel, son vostro o mio? Se mio son pur, perché di me non vivo e vivo in voi sì che me stessoo oblio?

Perché di voi sì vago e di me privo sì mi trasformo in voi che non son io? Da voi sol pende il mio vital sostegno né temo altro morir che 'l vostro sdegno.

Ma se vostro pur son, deh, perché tanto diversi sono i sentimenti in noi? Ch'io piango sol, né già mio solo è 'l pianto, nostro è 'l dolore e nol sentite voi.

E non vi movon le mie pene alquanto, sì che la tema del morir v'annoi, che se 'l core ho ferito e vostro è 'l core sarà pur vostro il suo morir, se more.

Così m'ha fatto Amor d'aspri martiri novello esempio a l'amoroso stuolo che son vostro e non vostro. I miei desiri son vostri sì, ma non è vostro il duolo,

e di questi amarissimi sospiri il suono è vostro e 'l tormentar mio solo. O durissima legge, s'io v'adoro dunque son vostro, e mio sarò se moro.

Ma se di posseder chi vive in pianti (o possesso crudel) forse credete, vostra fierezza già non se ne vanti, che non è vostro quel che non godete.

Né mal gradita servitù d'amanti, né quel di bel ch'inutilmente avete vostro dirò, che fugge in poco d'ora, ma vostro è sol quel che pietà ristora.

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