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1538–1612

Del signor Giulian Goselini.

Battista Guarini

Son teco, ovunque vai, l'alme e pudiche dive onde il latte e 'l canto insieme avesti, e ben gli accenti tuoi puri e celesti t'han recato di gloria eterne spiche.

Quai più dolci Meandro oda e nodriche, sembran, cantando tu, cigni molesti: tu rinovar, GUARINI, oggi potresti l'esempio in lor de le pierie Piche.

Perch'io te solo estimo e sol celebro vero figlio d'Apollo; e sordi e loschi quei che non fanno a te voti e delubri. Tu di sacro furor dunque tutto ebro,

sacra a l'eternitate i miei dì foschi che non teman giamai carmi lugubri.

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