Skip to content
1538–1612

A Giuliano Goselini.

Battista Guarini

Quest'ime valli, al canto lor nemiche, fuggian le Muse, alor che tu movesti quel dolce plettro, onde la gloria desti, che sonò già ne le due cetre antiche.

Da l'ombre sacre a le tue piagge apriche con la dolce armonia tu le traesti; tuo, GOSELINI, è 'l pregio: e tu le festi più del Tesin che d'Ippocrene amiche.

Taccia d'Orfeo, men di te chiaro, or l'Ebro, questa è gloria maggior, che trar da i boschi orride fere e squalidi colubri. Né più solo si pregi o l'Arno o 'l Tebro,

che non men de i Latin non men de i Toschi hanno il poeta lor oggi gli Insubri.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
A Giuliano Goselini. · Battista Guarini · Poetry Cove