Non perché sempre a le mie giuste voglie
pianga i fatal nemici e i fieri inganni
di fortuna e del mondo, ha già tant'anni,
scema una ancor de le mie antiche doglie.
Che quinci irato il ciel grandine accoglie
per far più gravi in me gli usati affanni;
quindi Euro spiega i procellosi vanni
e le montagne in larghi fiumi scioglie.
Mia colpa pur, ch'io non so trar d'altronde
la verace cagion di tanti mali,
né 'l danno un sol de miei gran falli sconta.
Padre del ciel, se le tempeste e l'onde
pene non sono a le mie colpe eguali,
ecco la vita a le tue voglie pronta.