Lauro, oimè, lauro ingrato,
alcun de' pregi tuoi non hai smarrito.
Più che mai odorato,
più che mai colorito,
e pur non sei quel lauro
ch'eri già del mio core,
con la fid'ombra e col soave odore,
dolcissimo ristauro.
O pianta insidiosa, in cui si vede
con fiorita bellezza arida fede.