Deh, legge al pianto nostro omai prescriva
ragione e cessi il duol: morte non toglie
se non queste terrene e frali spoglie:
quella, ch'altrui par morta, è bella e viva.
La sua chiara virtute, onde fioriva
onestate e valor, la fama accoglie,
già mille carte sceglie e mille scioglie
lingue leggiadre, onde ne parli e scriva.
E quella ch'ancor spenta il mondo onora,
beltà, se in terra cade, altrove sorge,
là 've con l'alma ha già spiegate l'ali.
Né va sì bella inanzi al sol l'Aurora
com'ella al cielo, onde il gran sol ne scorge,
se veder la sapeste, occhi mortali.