I' vissi un tempo in servitute e 'n forza
di stuol profano e di man'empie e ladre,
e fatt'er'io, che fui de l'Umbria madre,
di pianta sì feconda arida scorza,
quand'ecco un santo folgore, ch'ammorza
l'insano ardir de le rubelle squadre,
mi punge e sana, in un vindice e padre
pietoso, e quando sferza e quando SFORZA.
Vero ALESSANDRO,altri il tuo nome eterni
con bronzi e marmi; io no, ch'opra celeste
fregio mortale indegnamente onora.
Quando tu questi cor sanasti, alora
a te li consecrasti, a te gli ergesti
di vera gloria simulacri eterni.