Qual empio nume il tuo valor previde
e sì fausto natale a tardar venne?
Ma forse avien che così il fato accenne
l'alte tue glorie, a cui tardando arride.
Così già contra il glorioso Alcide,
al nascer suo l'empia matrigna ottenne,
e pur egli, che 'n terra il ciel sostenne,
fu dal ciel sostenuto, ed ella il vide.
Dunque parto fatal, ch'ancor non nato
con questo augurio il tuo gran seme illustri,
nasci, poi che cotanto il ciel t'onora.
Né temer già che non provegga il fato
al tuo valor d'alte fatiche illustri,
che ben il mondo ha per te mostri ancora.