O sacro a la virtute idolo eterno,
ch'oracol sei de le più sagge menti,
e voi non di sibilla esposte a i venti
dotte carte, che 'l tempo avete a scherno,
se ben contemplo il valor vostro interno
rinovellar ciò ch'a l'antiche genti
mostrò Roma ed Atene, e i lor già spenti
e Pompili e Soloni in voi discerno.
Chiari volumi e preziosi, dove
tante vittorie son quanti son scritti,
cinta di palme in voi la gloria regna.
E l'alma Astrea, che di sua man v'ha scritti,
sta in voi quasi in suo tempio, e non altrove
senno, giustizia e veritate insegna.