O sol, de l'alme più leggiadre e belle,
se col favor de i favolosi inchiostri
poter gli Orsi e i Centauri e gli altri mostri
fregiar il ciel di luci indegne e felle,
deh, perché al mio verace stil tra quelle,
voi benigno pianeta, a i voti nostri
erger non lice, voi, che i merti vostri
pon, volando, portar sovra le stelle?
Dove, non pur là 've s'ingemma e 'ndora
di tante stelle il maggior cerchio adorno,
vi darà loco ogni lucente segno,
ma il carro aurato, ov'ei ne mena il giorno,
vi darà Febo e sarà vostra aurora:
di voi, mio sole, ogn'altro loco è 'ndegno.