Langue la bella donna e tu nol senti,
non so s'io debba dir madre, Natura,
o pur matrigna insidiosa e dura,
se volontaria al suo languir consenti.
Ma forse di oscurarla invida tenti
perché non fu de la tua man fattura,
quella divina angelica figura
ch'ebbe le stelle e 'l ciel per elementi.
Mira come non langue in lei beltate,
anzi pur cresce, e nel pallor s'avviva,
come nel cener suo l'arabo augello.
E miri il ciel poi che non ha pietate,
ch'un sol ne gli occhi splende sì bello,
che di sua luce mai nebbia nol priva.