Sole, i cui santi rai scorgon le genti
da terra al ciel, non che da l'Indo al Mauro,
e non pur ne' languenti alto ristauro,
ma puoi vita spirar ne' corpi spenti,
mira l'Aurora tua fra che dolenti
pene va consumando il tuo tesauro,
cui né valor uman né forza d'auro
può ristorar, né questi preghi ardenti.
Tu sol puoi farlo, e se dir lice, il dei:
ch'ingiusto è benché prezioso e vago
dono del ciel rapida morte invole.
Sì vedrem poi sacrarti voti, e lei
portar, in vece di votiva imago,
nel suo bel viso, in tua memoria, un sole.