Rideva (ahi, crudo affetto)
la mia fera bellissima, perch'io
lagrimando sfogava il dolor mio,
quando per mia vendetta
da l'una e l'altra sua ridente stella
cadde una lagrimetta
che cristallo parea d'alba novella.
– O dispietato core –
dissi alor –, che non senti il fier dolore
che può, mal grado tuo, nel suo bel viso
far lo scherno pietà, lagrime il riso –.