Donne, s'altr'esca che mortal bellezza
non procurate al mio nascente amore,
vana ogni industria fia d'arder quel core
che caduca beltà non degna o prezza.
Anima impura, a vile incendio avvezza,
terrene forme in un bel viso adore,
dove, sol per destar lascivo ardore,
arte involi a natura ogni vaghezza:
che per me fredde fiamme, ottusi strali
han gli occhi vostri, ove non segnin l'orma
de la beltà che 'l vel n'adombra e cuopre.
Quivi sta il vero foco e quivi d'opre
e di pensieri il nutre alti, immortali,
quel sol che i corpi alluma e l'alma informa.