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1538–1612

47

Battista Guarini

Poi ch'altro che martir l'alma non miete in guiderdon de la sua tanta fede, e quella fera che 'l mio mal non crede beve nel pianto mio l'onda di Lete,

per altro calle a più sicure mete, a fin più degno, ecco rivolgo il piede, né altra attendo al mio languir mercede, se non che di fuggir non mi si viete.

Rotti i ceppi a le piante, a gli occhi il velo, so vincer quel che me già vinse, Amore, di servo sì fedel tiranno indegno. Arsi, or agghiaccio, e nel cor sano il gelo

non è minor del foco, anzi è maggiore, che 'ngiusto fu l'amor, giusto è lo sdegno.

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47 · Battista Guarini · Poetry Cove