Pregato avessi un cor di tigre o d'orsa,
mentre tra voi mi vissi, Euganei colli,
prima che gli occhi ogn'or dolenti e molli
portar per lei che la mia vita inforsa.
Che quest'alma infelice a languir corsa
(come mia stella, anzi com'io pur volli)
dopo tante speranze e pensier folli
avria pur d'un sospiro almen soccorsa.
Voi dunque, voi d'ogni pietate ignudi,
dove raggio d'Amor non scalda o luce,
fuggo e rivolgo altrove i pensier miei,
via più d'Acrocerauno infami e rei
colli, poi che natura in voi produce
sì fieri mostri in vista umana e crudi.