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1538–1612

4

Battista Guarini

Rose e gigli il bel volto in cui si vede Le divine bellezze della sua donna la bocca aprir di perle e di rubini odorati tesori e pellegrini,

a cui l'Indo e 'l Sabeo s'inchina e cede, due stelle ove 'l sol perde, ov'Amor siede, perch'ivi il foco e le saette affini; angelici costumi, atti divini,

tutta beltà dal crin dorato al piede. Ma qual sembianza è che tra noi sì rara cosa simigli o stil che la pareggi? Qui d'Euterpe e di Clio non giugne il vanto.

Ergiti Urania a' tuoi celesti seggi, e di ritrar da quelle forme impara la bella donna di cui vivo e canto.

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