Or che 'l meriggio ardente
al dolce sonno e placido richiama
e gli uomini e le belve,
destati ninfa, il tuo fedel ti chiama
tra le segrete chiostre e 'l fido orrore
di queste ombrose selve
dov'è sol meco Amore.
Vieni, deh, vieni omai, non far dimora;
odi, un antro c'invita e dice: – Or ora –.