Tu godi il sol ch'a gli occhi miei s'asconde,
invido re de' fiumi, e quel tesoro
ricco m'involi ond'hai l'arene d'oro
e di freschi smeraldi ambe le sponde.
Or le se' specchio, or fonte, or fiori e fronde
tessi, per farle al crin vago lavoro,
mentr'ella in dolce ed amoroso coro
solca le tue beate e placid'onde.
Foss'io nocchier di sì leggiadro legno,
alor che 'l cielo ogni suo lume vela,
per esser sol da la mia donna scorto,
e i sospir fosser l'aura, il cor la vela,
e quel mio caro e prezioso pegno
fosse la merce e queste braccia il porto.