Può dunque il vostro orgoglio e i miei tormenti
far a tanta beltà rubello il core?
Ah, pria raddoppi ogni mio strazio Amore,
e sien, donna, più tosto i miei dì spenti;
da que' be' lumi a incenerirmi intenti
piovete pur, fera mia fiamma, ardore,
e 'l ciglio armando d'ira e di furore
avventatemi al cor folgori ardenti.
Che dal bel viso anco lo sdegno acquista
un rigor che 'nnamora e par che spiri
dolcezza che pietà né l'ira apporte.
Toglietemi la vita e non la vista,
che lieto sosterrò, pur ch'io vi miri
(se, chi vi mira, può morir) la morte.