Quando de la mia pace Amor nemico
al suo dolce m'invita amaro gioco,
con duo lumi leggiadri a poco a poco
sento in me rinovar l'incendio antico.
Ma poi che l'alma in un silenzio amico
la notte acqueta e i sensi al ver dan loco,
raccolgo i pensier vaghi e spengo il foco
e de l'onda di Lete il cor nudrico.
Così, qual augellin che dianzi al visco
fu colto, or volo a l'esca, or fuggo 'l laccio,
e 'ncontra Amor, quand'è più dolce, ardisco.
Così tra due mi vivo, or foco or ghiaccio,
e di Penelopea la tela ordisco,
tessendo il dì quel che la notte sfaccio.