Noi siam maghe innocenti,
ch'a voi rechiam salute,
fascinate d'Amor alme perdute.
Al sacro mormorar de' nostri carmi
trema d'Amor l'inferno
e ne gli ombrosi mirti
fuggono i ciechi e faretrati spirti.
Il sol per noi s'oscura, il sol ch'eterno
vi par che splenda e giri
in duo bugiardi lumi.
Per noi de' vostri pianti e de' sospiri
stan fermi i venti e i fiumi.
Che più? Noi siamo ancor di trar possenti
da i sepolcri amorosi i cor già spenti.
Sappiam con che mal arte e con che larve
quest'empio un'alma inganni, un core stringa,
come infetti e dipinga
di coperto veleno
e di finta pietate il viso e 'l seno
di cruda Circe e di sirena infida
col dolce suono amaramente ancida.
Correte, anime inferme,
ecco il tiranno inerme
per noi; vostro sia il frutto, a noi la gloria
basta di sì leggiadra, alta vittoria.