Mentre vaga angioletta
ogni anima gentil cantando alletta,
corre il mio core e pende
tutto dal suon di quel soave canto,
e non so come in tanto
musico spirto prende,
fauci canore e seco forma e finge
per non usata via
garrula e maestrevole armonia.
Tempra d'arguto suon, pieghevol voce
e la volve e la spinge
con rotti accenti e con ritorti giri
qui tarda e là veloce;
e tal'or mormorando
in basso e mobil suono ed alternando
fughe e riposi e placidi respiri,
or la sospende e libra,
or la preme, or la frange, or la raffrena,
or la saetta e vibra,
or in giro la mena,
quando con nodi tremuli e vaganti,
quando fermi e sonanti.
Così cantando e ricantando il core,
o miracol d'Amore,
è fatto un usignolo
e spiega già, per non star meco, il volo.