O belguardo d'amore,
che bello or sei, che tutto il bello hai teco,
che ti giova il bel volto
aver di Galatea nel seno accolto,
vasto Ciclope e cieco
se 'l suo belguardo riguardar non puoi?
Ma che parlo o vaneggio?
Cieco son io che 'l tuo veder non veggio.
La mia luce è il tuo lume e i guardi tuoi
son i begli occhi suoi.
Lucido ciel, non Polifemo sei.
In virtù sol di lei
non pur miri, ma lustri, e co' be' rai
Espero e l'alba fai.
Luminosa, felice, altera mole,
che porti in fronte in vece d'occhio un sole.