Quando i più gravi accenti
da le vitali sue canore tombe
con dilettoso orror Cesare scioglie,
par che intorno rimbombe
l'aria e la terra. E chi n'udisse il tuono
senza veder chi 'l move e chi l'accoglie,
diria: – Forse il gran mondo
è che mugge con arte? E dal profondo
spira musico suono? –
O crederia che l'ampio ciel cantasse,
se l'ampio ciel con melodia tonasse.