Può dunque un sogno temerario e vile
privo di vita farmi
ne gli occhi di mia vita?
Né porai tu portarmi,
Amor, tu che pur vinci uomini e dei,
vivo nel sen di lei?
Vendica tu con la tua dolce aita
questo presagio amaro.
O fortunato e caro
morir in sogno ne begli occhi suoi,
per tornar vivo in quel bel seno poi.