Ahi, ciechi e a voi stessi empi, mortali,
che nel lume d'onor seguendo l'ombra
d'un van desio che di viltà v'ingombra
a l'aura popolar spiegate l'ali,
quelle che 'l ciel vi dié pure, immortali,
perché dal sol, che nulla nube adombra,
l'anima scorta a lui s'ergesse e sgombra
tornasse di pensier caduchi e frali,
vagan tra que' superbi aurati chiostri
larve che copron d'ira e di tormenti,
se veder li sapeste, orridi mostri.
Non mirate la scorza, incaute genti,
che son lacci le gemme e gli ori e gli ostri
e servi coronati i re potenti.