O più d'altrui che di te stessa amante,
alma, ch'immonda vivi e pura nasci,
cui dietro al senso, onde ti nutri e pasci,
Morte in forma d'Amor move le piante,
se di beltà se' ingorda, ecco di quante
stelle il ciel ti s'adorna, in lui ti pasci.
Ah, che gioia là su verace lasci,
per seguir di piacer falso sembiante.
Dunque tu scorgi l'ombre e 'l sol non miri?
E se 'n duo cerchi angusti Amor può tanto,
che fia tra quegli immensi eterni giri,
per cui si poggia ove 'l corporeo manto
non fa cieco il veder, torti i desiri,
dov'è gloria l'amar, non guerra o pianto?