Morto mi vede la mia morte in sogno,
poi, desta, anco si duol ch'i' viva e spiri,
e co' turbati giri
di due luci sdegnose ed omicide
mi saetta e m'ancide.
Occhi ministri del mio fato amaro,
qual fuga o qual riparo
avrò da voi, se fate,
aperti, il mio morir; chiusi, il mirate?