Sì che tace ormai, lingua, più non dire
di quella ch'al mio cor porto scolpita,
ché ancor col tempo potresti pentire
e per el tuo mal dir perder la vita,
ché tal fine ha chi cerca far morire
altrui a torto, per sua calamita.
Però di' pur di me, di lei ti sfama,
ché lei del mondo è onor, trionfo e fama.