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1478–1529

XXVI.

Baldassarre Castiglione

Scrisse già frate Carlo a un mio vicino un bel notando il qual afferma e mente che 'l più di queste donne giovinette che paion rose accolte giù dal spino,

di varii effetti son sera e mattino come tra prati anchor fiori et herbette per ché suso le porte, en tacolette e più che capre al maggio entro ' l giardino

angeli rasembran passeggiando 'n via con gli occhi bassi, et se nel tempio stanno son tutte sante in dir l'Ave Maria. Civette naturale sopra 'l scano

standosi alle finestre, in gelosia si posson dir tant'atti et gesti fanno. Resta l'ultimo danno per ché nel letto a l'huom in foggia strette

gli sonno a' fianchi tarme, e al cuor saette. Sì che per simil strette esorto ognun che puote a lontanarsi e chi sciolto si trova a non legarsi.

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