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1478–1529

XII.

Baldassarre Castiglione

Poscia che sotto ' l ciel nostro intelletto, vile in bassa pregion quasi si muore, se d'amor non l'aviva ardente effetto, né cosa è che ci renda al gran fattore

più conformi, e di lui c'innazi a paro, ch'è pura luce d'amoroso ardore, et ringratio amor, che del più illustre, e chiaro raggio m'accese, ch'entro nel suo impero

huom mai scaldasse più gradito, e caro. Mercé di mortal dea che con severo ciglio mi scorge in alto, e 'n cui traluce di celeste splendor un lampo altiero,

così foss'io 'l gran ciel ch'in giro adduce le fisse stelle, per ché in tale stato di lei mirar potrei l'intiera luce. Questa vita ch'alcun dice, è quasi un prato

ov'è nascosto il serpe, e quindi nasce, ch'alcun non vi si trova esser beato onde altri brama esser già morto in fasce, altri dolenti di sua dura sorte

sol di lamenti, e di sospir si pasce, o se pur doglia non l'ingombra, o morte queto e contento altro giamai non vive che l'hore del piacer son rare e corte.

Queste a me care, et honorate rive non così udran a me nei colli intorno non così udrete voi dolci aure estive, aure figlie del sol che al caldo giorno

soavi raggirate il ciel sereno, portate queste voci d'ogni intorno ch'io dalla contentezza accolto in seno forse sol sotto il cerchio della luna

lieto mi vivo, e fortunato a pieno, non per altra caggion che per quest'una che nacqui al tempo vostro, e piacque poi che vostro io fossi all'alta mia fortuna.

Donna degna d'impero, i' dicco a voi, che le gratie immortali al mondo spente con l'antico valor sendete a noi, s'io stendessi 'l mio nome oltre la gente

dal mar d'Atlante, o sovra il verde lito che vede 'l sol quand'esce d'oriente, e 'l poco mio poter fosse infinito tanto nol prezzarei quanto m'apago

che ' l fidel mio servir sia a voi gradito. Al desir mio così contento, e pago dogliomi sol che par non sia l'ingegno, né risponda lo stil leggiadro e vago

per ché vagar potessi entro 'l bel regno de' vostri honor, ma qual ingegno ad arte verrà giamai che gionga al'alto segno? Ché le lodi vergate in dotte carte

dal'origin del mondo accolte insieme di voi non vaglion la men degna parte. Poi ché questo non posso, le supreme forze del cuor rivolgo ai vostri rai,

et indi andando fin all'hore estreme adorerovi, e pregherò che mai il vostro amor da me non sia diviso e ' l dolce lume, onde già il ciel mirai,

non mi si toglia del mio paradiso.

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