Alma ebriacha, che da cerchii sciolta di queste mortal botte, le cantine lasciasti sconsolata in pianto, e 'n doglia dal locho ove ti stai pietosa ascolta
i tinazi, le botte et le vettine, che quivi intorno ala tua fragil spoglia dollor eterno invoglia a pianger la tua morte, e il lor destino
e di fiaschi, bicheri, et di bochali, trophei sacri, e imortali, fano con malvagia vernaza, e vino, al'ossa del lor caro Bernardino. Poi che crudel avara e acerba morte,
da noi ti spinse, et quella mano audace non caciò il vin dal molto acquato ventre, sbirro, o fachin non vide questa corte lieto, ma lachrimoso, e senza pace
né serrà mai ch'alcun più alegro c'entre, ma mesto e tristo, mentre ricordaransi quelle gran zuchate che dava lor la tua bontà natia
là su l'Ave Maria o 'nanzi giorno, pria che le brigate aprisser le botege lor serate. Ohimè che terra, e fato il rosso viso
che solea far altrui, mai sempre lieto sì come tu da noi già mai diviso non eri giorno, o note, hor chi ci vede per ché ci fugì come l'onbra il sole
più non si fan parole, per molto honor fra mulatieri, e cochi più la nostra ragion non si diffonde, ma ogniun chi vol ci offende
a chi porta le legne, e apiza fochi sian divenuti pasatempi, e giochi. Nostre disugualanze hor son eguali ch'eran fra il bochal grande, e il bochaletto
che ti stava ala mensa sempre a i fianchi, hor bochalin, e bochalon, bochali siamo ad un modo, senza alcun rispetto ci pongono vilmente soto i banchi
tuti sani, neri, e bianchi, né lunga servitù giova ad alcuno né sono più tra noi li ultimi, o primi, non è più alcun che stimi,
che Pier da Trento, e quel camerer bruno, bevin di quel, che non ne beve ogniuno. Bandite son le calse, e casetini i forcier, i bancheti, e quelli armari
che facean tra noi picecharia di confetti salami, et di tomini, de ova, de fruti, e d'altri mille rari sogetti d'aguzar la fantasia
a dir tocha pur via alegramente il tuo sotil bichero e quelle suppe in vin fate la sera, quando de state li era
da far altrui abandonar l'impero et la cathedra insieme di San Piero. Onde se si doliam sì amaramente Piangemo la tua morte, et sì a ragione
si lamentamo al tuo sepolchro intorno non ne lasciar qua mesti eternamente ma fa in vita ritorno che vien la estate, e tu sai pur che i vini
serbiamo per la tua spongosa lora aciò tu li habii ogni hora chiari, freschi, bruschin, dolci, e divini deh non lasciar che altri li goda e spini.
Colma d'affani, e di disperatione, canzon tu poi ben dire che morto il general de' Bernardini spenti son da le botte, i mossolini.
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